LA GUERRA IN CASA

Ho pensato questo palinsesto come una programmazione da destinare a una classe di liceo per celebrare il giorno della memoria, o comunque per affrontare il tema della seconda guerra mondiale.
La forza (anche didattica) di questi video sta nell’ancorare la storia ai luoghi, in modo che non la si percepisca come qualcosa di lontano, astratto, ma come un evento successo \"in casa\", qui a Milano. I video che ho scelto sono di tre diverse tipologie: una lunga intervista-monologo, la storia di un luogo, la storia di un'iniziativa. I video sono disposti in modo da comporre un crescendo emotivo verso una sempre maggiore presa di coscienza dello spettatore.
- si parte da una lunga, struggente intervista a Liliana Segre, che racconta di come abbia vissuto \"da milanese più che da ebrea\" la deportazione, di come Milano le si sia stravolta sotto gli occhi e di come sia stato duro tornare nella normalità di una città che dimostra di non avere nulla di così scontato;
- segue un video alla ricerca del \"corpo\" di una storia ampiamente rimossa: i vecchi Bunker dell'Industria Breda. Un viaggio alla scoperta della Milano operaia, della Milano bombardata, della paura dei civili di tutti in quei giorni, degli sfollati e di chi è rimasto. Un piccolo tesoro, testimonianza fisica delle cicatrici nascoste sotto la pelle della città, e che sono tuttavia ancora rintracciabili da chi abbia la forza e la voglia di mettersi sulle loro tracce;
- infine, come ultimo passaggio del percorso, ho scelto \"Arrivederci ragazzi\", un video importante perché capace di proiettare la storia passata nel presente e nel futuro, soffermandosi sul dialogo tra le generazioni. Malgrado la diversità di vita, di storie, che separa i sopravvissuti dai ragazzi di oggi, questi, separati dal tempo, sono vicini nello spazio. E’ così che una città, Milano, e una scuola, l'istituto Spighi (nel quale, dal ‘38, dovevano andare tutti i ragazzini delle medie ebrei meneghini), si fanno terreno comune per un'iniziativa che mira a rendere la memoria qualcosa di concreto, la storia come non astratta né neutra.
Un percorso che ancora le persone ai luoghi e i luoghi alla storia, per ripensare, e capire alla luce di una ritrovata profondità storica, lo spazio e il tempo che abitiamo. Infine, un’occasione per ascoltare le parole dei sopravvissuti (testimonianze, purtroppo, sempre più rare) e ritrovare, nel dialogo, nella memoria, nel presente, il motore di una rinnovata coscienza civile.

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