Piazza Fontana. I funerali che salvarono la democrazia - trailer

Il 15 dicembre 1969, il giorno dei funerali delle vittime di Piazza Fontana, è un momento cruciale nella storia del Paese. Il silenzio delle 300mila persone sul sagrato del Duomo, in quella che sembra una Milano in ginocchio ma in realtà è una Milano sulle barricate, è il muro, il confine che la società civile contrappone alla deriva della violenza. Sono quei cittadini riuniti, senza bandiere politiche, senza slogan, a dire “no, di qui non passate” e a salvare la democrazia.

Il documentario realizzato da 3D Produzioni per Memomi, si avvale di molti documenti inediti ed esclusivi tra cui le fotografie mai pubblicate della strage e dei funerali delle vittime custoditi nell'archivio del Corriere della Sera.
Contiene anche i documenti ritrovati nella Cittadella degli Archivi di Milano: le preziose lettere degli scolari delle elementari di un piccolo paese della Sardegna che, dopo aver visto alla televisione la cerimonia funebre per le vittime di Piazza Fontana, scrissero all'allora sindaco di Milano Aldo Aniasi tutte le loro emozioni e i loro pensieri.

Una città di luce

Esaltata dai futuristi, strumentalizzata dal regime per fini di propaganda, disperata necessità nelle macerie del dopoguerra, simbolo di benessere nel boom economico, industria sempre più votata a coniugare sviluppo e ambiente…il documentario di memoMI ripercorre l’evoluzione dell’elettricità a Milano attraverso la storia dell’AEM, l’Azienda Elettrica Municipale. Dalla sua fondazione nel 1910 fino alla sua trasformazione in Fondazione nel 2007, dalla costruzione delle sue centrali idroelettriche in Valtellina all’opera di educazione ambientale nelle scuole oggi, memoMI racconta, tra memoria e innovazione, la trasformazione del tessuto urbano di Milano, ridisegnato dalla luce e illuminato da quella che Carlo Emilio Gadda chiamava “la fata benefica”.

Le cattedrali dell'energia

Prosegue la collaborazione di memoMi con gli Archivi Storici della Fondazione AEM. Nel quinto appuntamento, la docente di storia contemporanea presso l'Università Statale di Milano Maria Canella presenta le grandiose centrali idroelettriche costruite da AEM in Valtellina, nel segno di un' estetica che non nasconde ma anzi esalta la funzionalità dell'architettura industriale. Al centro dei filmati c'è sempre il lavoro dell'uomo, sempre più supportato dallo sviluppo tecnologico e ingegneristico, ma in questo caso protagoniste sono anche le acque delle valli lombarde e la loro potenza produttiva, nella tradizione scientifica di Leonardo da Vinci e Carlo Cattaneo.

Il mondo operaio

Nella quarta puntata della collaborazione tra memoMI e gli Archivi Storici della Fondazione AEM, la docente di storia contemporanea presso l'Università Statale di Milano Maria Canella presenta lo straordinario materiale audiovisivo degli Archivi Storici della Fondazione AEM. Si sofferma in particolare su due aspetti di solito trascurati del mondo del lavoro, ovvero l'eleganza naturale del ceto operaio milanese, simbolo di un mondo ancora fiducioso nel lavoro duro per la conquista di un benessere comune, e su giornale aziendale, “Il Kilowattora”, spazio fondamentale per la costruzione di un'identità aziendale.

I riti della modernità

Maria Canella, docente di storia contemporanea presso l'Università Statale di Milano, commenta il materiale degli archivi storici della Fondazione AEM, in particolare il processo di autorappresentazione dell'azienda nelle diverse epoche, secondo le diverse modalità. Attraverso inaugurazioni, celebrazioni, manifestazioni, che arrivano a sostituire la consueta ritualità di stampo principalmente religioso, l'azienda promuove la sua immagine ma nel contempo contribuisce a creare tra i suoi dipendenti un sentimento di appartenenza sociale e di orgoglio nazionale.

Milano-Auschwitz. Il viaggio di Liliana Segre

30 gennaio 1944, dal binario 21 parte un treno, destinazione Auschwitz. Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio nazista, ci racconta la sua infanzia negli anni Trenta a Milano durante il periodo delle leggi razziali, l'arresto e la deportazione insieme al padre Alberto, avvenuta alla Stazione Centrale, dove dal binario 21 partivano i convogli diretti ai campi di sterminio nazisti...

Remo Bianco, l'artista della memoria

Ha inventato i quadri parlanti come le tele-sculture 3D, tridimensionali, o l'Arte Cimiteriale o Improntale.
Visionario, poliedrico, ironico, ludico, ma soprattutto precursore, forse troppo.
Il milanese Remo Bianco (1922-1988), è stato l'allievo prediletto di Filippo de Pisis. Amato e ricercato negli anni Cinquanta e Sessanta nella Milano dei Fontana, Manzoni, Castellani, è stato un artista di grande valore, poco conosciuto dal grande pubblico.

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