Grazia Neri: la mia vita per la fotografia

Grazia Neri, milanese, nata nel 1935, è stata una figura fondamentale nel panorama dell’informazione italiana. A lei si deve infatti la nascita della più grande agenzia fotografica nazionale, la Grazia Neri. Ha rappresentato alcuni dei più grandi nomi della fotografia nazionale e internazionale come Helmut Newton, Douglas Kirkland, Annie Leibovitz, James Nachtwey, Ugo Mulas, Uliano Lucas, Carla Cerati e Paolo Pellegrin. Nel 2009 colpita dalla crisi dell’editoria e dall’affermarsi del digitale ha deciso di chiudere. Ma ha lasciato un’eredità importante.

Oratorio di San Protaso

La strada lo circoscrive, i palazzi gli proiettano la propria ombra; la sua presenza è quasi negata. L'Oratorio di San Protaso, la chiesa più piccola di Milano, sorta in epoca medievale e oggi inglobata nel quartiere di Lorenteggio, combatte, da secoli, per la propria sopravvivenza. Oggi, grazie ad un'associazione di volontari che se ne prende cura e che si prodiga per conservare la sua storia e i suoi misteri, ha trovato una nuova vita: arte, poesia, musica e cultura riempiono finalmente le sue crepe.

Attilio Prevost, una vita alla moviola

Uno sguardo alla storia del cinema da una prospettiva poco nota: quella dei macchinari e delle innovazioni tecnologiche, la “materia prima” che permise la produzione dei film.

Attilio Prevost (1890-1954) è stato uno dei pionieri della cinematografia in Italia e uno dei più importanti imprenditori in questo campo. Inventore alla fine degli anni venti della moviola orizzontale e costruttore di attrezzature per il cinema diventate iconiche, coltiva per tutta la vita una grande passione per le immagini.

Adriano Pallini. Il sarto che visse d'arte

Era uno dei migliori sarti di Milano, ma soprattutto era un grande collezionista d'arte. Adriano Pallini (1897- 1955) da Atri, in provincia di Teramo, in Abruzzo, amava i pittori e gli scultori del Novecento italiano e il Realismo magico: Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni, Achille Funi, Arturo Martini, Carlo Carrà e poi, più avanti, Lucio Fontana e le sue ceramiche. All'inizio degli Anni Venti del secolo scorso, quando iniziò la sua raccolta di capolavori, adottò una formula geniale: un paletot in cambio di un dipinto, una giacca di tweed per una terracotta. Nel 1955 quando morì, lasciando la moglie Marta e le due bambine Adriana e Nicoletta, aveva messo insieme una collezione le cui opere venivano richieste, per la loro importanza e bellezza, dai più celebrati musei del mondo.

Buon Natale da memoMI

Piazza Fontana. I funerali che salvarono la democrazia

Il 15 dicembre 1969, il giorno dei funerali delle vittime di Piazza Fontana, è un momento cruciale nella storia del Paese. Il silenzio delle 300mila persone sul sagrato del Duomo, in quella che sembra una Milano in ginocchio ma in realtà è una Milano sulle barricate, è il muro, il confine che la società civile contrappone alla deriva della violenza. Sono quei cittadini riuniti, senza bandiere politiche, senza slogan, a dire “no, di qui non passate” e a salvare la democrazia.

Il documentario realizzato da 3D Produzioni per Memomi, si avvale di molti documenti inediti ed esclusivi tra cui le fotografie mai pubblicate della strage e dei funerali delle vittime custoditi nell'archivio del Corriere della Sera.
Contiene anche i documenti ritrovati nella Cittadella degli Archivi di Milano: le preziose lettere degli scolari delle elementari di un piccolo paese della Sardegna che, dopo aver visto alla televisione la cerimonia funebre per le vittime di Piazza Fontana, scrissero all'allora sindaco di Milano Aldo Aniasi tutte le loro emozioni e i loro pensieri.

Una città di luce

Esaltata dai futuristi, strumentalizzata dal regime per fini di propaganda, disperata necessità nelle macerie del dopoguerra, simbolo di benessere nel boom economico, industria sempre più votata a coniugare sviluppo e ambiente…il documentario di memoMI ripercorre l’evoluzione dell’elettricità a Milano attraverso la storia dell’AEM, l’Azienda Elettrica Municipale. Dalla sua fondazione nel 1910 fino alla sua trasformazione in Fondazione nel 2007, dalla costruzione delle sue centrali idroelettriche in Valtellina all’opera di educazione ambientale nelle scuole oggi, memoMI racconta, tra memoria e innovazione, la trasformazione del tessuto urbano di Milano, ridisegnato dalla luce e illuminato da quella che Carlo Emilio Gadda chiamava “la fata benefica”.

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