La Milano degli Asburgo. L'assolutismo illuminato di Maria Teresa

Il teatro alla Scala, la biblioteca Braidense, il palazzo Reale, l’illuminazione pubblica, la riforma del catasto, la pavimentazione delle strade, la madonnina sul Duomo. Anche il simbolo della città è un lascito prezioso della dominazione austriaca. Una dominazione che ha segnato profondamente Milano per quasi tutto il XVIII secolo. Anni straordinari in cui la città ha visto intrecciarsi l’assolutismo illuminato di Maria Teresa d’Asburgo e di suo figlio Giuseppe II con la filosofia dei lumi di Pietro e Alessandro Verri, di Giuseppe Parini di Cesare Beccaria. È in questi decenni che Milano diventa un laboratorio di modernità unico in Europa e mette le basi di quella che sarà la capitale economica e morale d’Italia.

Nanda Vigo: il disegno della luce

Addio a Nanda Vigo, protagonista della vita artistica e culturale della città fin dagli anni ‘50, gli anni di Fontana, Manzoni e Castellani. Unica donna tra i grandi, a intuire e interpretare prima di tanti lo stretto legame tra arte e design.

Una ricerca che parte dalla luce, dai giochi cromatici dell'architettura della Casa del Fascio di Como. La luce, per Nanda Vigo, è la “struttura portante della filosofia del progetto”, materia degli oggetti che la restituiscono in modo essenziale e magico.

La Milano degli Spagnoli. Non solo peste e carestie

Per oltre centosettanta anni, dal 1535 al 1706, gli Spagnoli hanno governato Milano e il suo Stato. La conoscenza di quella dominazione per gli Italiani e, i milanesi in particolare, è fortemente legata al romanzo "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni: un tempo cupo, segnato da povertà, carestie e corruzione. Un’interpretazione che oggi gli storici contestano, dimostrando che il potere durante la stagione spagnola è stato condiviso dal patriziato locale. Nobili, mercanti e popolani milanesi godettero, al contrario, di benessere economico: la corte di Madrid lasciò autonomia decisionale al Senato e alle Magistrature milanesi.

Bob Krieger, il fotografo della moda e dei potenti

Fotografo appassionato, ritrattista, artista: Bob Krieger ha immortalato i nomi più noti della cultura, dell'industria e della politica, da Gianni Agnelli a Indro Montanelli, a Carla Fracci. Il nostro omaggio è anche il ricordo degli anni d'oro della moda milanese, che Krieger ha sempre documentato. Questo il ritratto che 3D Produzioni gli aveva dedicato in occasione della sua mostra a Palazzo Reale del 2011.

Giancolombo, tra scoop e poesia

Gian Battista Colombo, meglio conosciuto come Giancolombo, è stato uno dei più importanti fotoreporter italiani, capace di realizzare non solo scoop di grande portata giornalistica ma anche scatti destinati a restare nel tempo, che l’hanno fatto paragonare ad Henri Cartier Bresson, il grande fotografo francese per il quale lavorò qualche mese. Giancolombo, nato a Venezia nel 1921, si trasferì a Milano dopo la Seconda guerra mondiale e qui cominciò la sua carriera di “cronista con macchina fotografica” che lo portò a fondare la sua agenzia. Di lui resta un archivio con milioni di scatti, in parte ancora da riscoprire.

Partigiane.2.0

Cecilia e Ilaria hanno scelto volontariamente di dedicarsi al recupero delle lapidi costantemente sparse per la città, ripulendole e restituendo loro dignità. Attraverso questo lavoro le ragazze incontrano le anziane staffette partigiane, testimoni dei giorni difficili dell’occupazione. Riprese e interviste inedite si accompagneranno a un ricco repertorio video per dare vita a una narrazione costantemente orientata a connettere memoria storica, divulgazione della conoscenza e presente.

Bruno Ambrosi: la TV nasce a Milano

Dalle prime prove di trasmissione dalla Torre Branca alla sede di corso Sempione. La RAI di Milano, attraverso la testimonianza di Bruno Ambrosi, giornalista RAI che ci ha lasciato da poco. A cura di Giovanna Milella.

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