L'infinta varietà della Divina Marchesa

di Daniela Annaropubblicato il 30 Marzo 2021

Un’opera d’arte vivente: questo voleva essere Luisa Amman Casati Stampa di Soncino (Milano, 1881- 1957). Gabriele d’Annunzio la definì la Divina Marchesa, l’unica donna, tra le tantissime, a “sbalordirlo”. Ricchissima ereditiera, mecenate, musa di pittori e scultori, collezionista straordinaria di suoi ritratti, Luisa Casati Stampa è stata una performer ante litteram, un’antesignana della body art. Una donna che, a oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa, continua ad affascinare e stupire.

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La città del "Caffé" e degli altri salotti letterari, ma anche la capitale dell'editoria e la metropoli immortalata dagli scrittori: Milano vive nelle pagine di alcune delle migliori penne italiane e internazionali.
Luoghi e leggende dello sport cittadino, che molto spesso sono diventati icone internazionali. Una storia che in alcuni casi risale a ben prima del Novecento e che è fatta anche di tradizioni e imprese familiari.
Una serie di documentari tratti dall’archivio di Medialogo, uno dei più consistenti patrimoni visivi di enti locali italiani. Vi sono depositate oltre 3.500 opere riguardanti la storia e la cultura del territorio milanese.
Luoghi affascinanti e nascosti nel centro di Milano. Le case-museo sono tutte accomunate dalla generosità dei loro proprietari, che, attraverso il collezionismo, hanno fatto delle loro stesse dimore opere d’arte.
I loro nomi sono sui libri di storia: vie e piazze della città sono dedicate a loro. Brevi biografie dei milanesi, di nascita o d'adozione, che hanno lasciato il segno nella Storia.
E' un volto poco noto della metropoli: donne e uomini che si spendono per gli altri, volti e mani tese per una storia di speranza e riscatto oltre le tante povertà. Un patrimonio immateriale utile per costruire un domani condiviso.