Reality 80. Un decennio in mostra

di Daniela Annaro, pubblicato il 18 Gennaio 2019

Erano gli anni Ottanta: gli anni degli effetti speciali, del craxismo, dei videogiochi e delle grandi sperimentazioni nell'arte, nella grafica, nel design. Gli anni in cui la moda diventava settore economico di primaria importanza. Anni dell'apparire più che dell'essere, nella Milano da bere. Un decennio di mutamenti, di cui percepiamo gli effetti soprattutto oggi, come racconta "Reality 80", mostra allestita alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese.

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Gli istituti storici della città e i giornali che fecero la contestazione, le figure di docenti eminenti e la guerra che piombò fin sui banchi: storie di scuole e di studenti nella Milano dell'educazione.
Apparentemente lontana dalla grande produzione cinematografica dei decenni d'oro, Milano è la città in cui sono cresciuti grandi talenti e che celebri registi hanno scelto per raccontare le loro storie...
La città della Scala e dei concerti a San Siro: dai Beatles, che suonarono al Vigorelli nell'estate del '65, a Giuseppe Verdi, che si spense e riposa ancora qui. Milano è anche città di musica.
"A Milano non crescono fiori" cantava Gino Paoli nel 1964. Incontriamo la gente che ancora oggi lascia un segno e fa fiorire di possibilità e creatività la città. Che rapporto ha con Milano?
Non solo Visconti e Sforza: la storia di Milano è anche quelle delle grandi comunità straniere che nel corso dei decenni, talvolta dei secoli, si sono stabilite nel capoluogo lombardo e hanno inciso profondamente sulla sua identità cittadina.
Libri, quotidiani, riviste: una storia di carta, imprenditoria e talent scouting che affonda le sue radici nel tempo e che, negli utlimi due secoli, ha fatto di Milano la capitale dell'editoria italiana.